I Racconti fotografici

Affinchè l’amore sia questo. Sorreggerti quando stai per cadere, sollevarti al cielo per vederti sorridere, stringerti forte a me, per il timore che un’ombra possa ferirti e farti male. Se cadi tu allora cado anch’io, ma non smetteremo mai di girare e rigirare su noi stessi e continuare a ridere e ridere e ridere. Che il bene tuo sia soprattutto il mio, per tutto il tempo che ci verrà concesso.


Figure lente e sfocate. La realtà si mostra come sempre estremamente nitida. Ciò che sembra vero si confonde con ciò che appare. Il pensiero si contorce e si contrae alla ricerca di autenticità. Restano le geometrie di uno scenario che ostenta perfezione. Tutto si confonde tra le sue ingannevoli forme.



Si cade tante volte e ci si rialza in fretta per affrontare di nuovo il mondo. Succede poi di cadere e non ritrovare più la forza di sempre. Ti fermi, respiri ed il respiro è affannoso. Tenti di rialzarti ma non riesci, questa volta sei stanco, troppo stanco. Allora bisogna imparare a guardare il mondo da altre prospettive, inusuali ma cariche di inaspettata meraviglia. Cadere insegna a sopravvivere in mondi nuovi ed inesplorati dove un senso può ancora essere ritrovato.


Ti osservo.
I tuoi silenzi all’improvviso si vestono di bianco e danzano frenetici innanzi agli occhi miei. Come veli al vento volteggiano impazziti e ridono, piangono, gridano. Si rincorrono, si intrecciano, si annodano e si sciolgono essi stessi, alla ricerca di uno spazio in cui esistere. Spazi vuoti, lasciati incustoditi dalle miserie della vita, mi parlano di te, delle tue gioie e i tuoi dolori.

Ti immagino.
Nuda ti vesti della sabbia del deserto, di quel color dell’oro che sposa i tuoi capelli e baci l’orizzonte azzurro da Dio creato, per te e per tutti noi. Tra la sabbia hai nascosto cento mine pronte ad esplodere sul passo pesante di chi ti schiaccia il cuore affichè nessuno, che non porti amore, possa osare mai più di nutrirsi avidamente di te. Ma di una cosa devi esser certa; incontrerai di nuovo un’anima di luce vestita, ed allora quelle mine sepolte esploderanno tra milioni di coriandoli di cento e mille colori. In festa invaderanno il cielo e questa volta saprai riconoscere e sarai grata a Dio di esistere.

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